La partita di Duchamp
Ferruccio Pezzuto

A partire dagli anni Venti si assiste negli scacchi, sotto la spinta di molteplici fattori, all'emergere di un nuovo tipo di "romanticismo". La Francia fu terreno fertile per questo fenomeno,ribattezzato "ipermodernismo", e ne favori' l'intrecciarsi con le correnti artistiche d'avanguardia. Marcel Duchamp e' figura chiave per capire connessioni e svelare legami tra gli eventi scacchistici sopra accennati ed i vari mutamenti artistici e culturali. In Duchamp la tragicita' insita nella concezione ipermoderna degli scacchi trova compiuta realizzazione. La perfezione dell'edificio mentale che il giocatore neoromantico cerca di raggiungere nella partita e' minacciata, ad ogni momento, da cio' che l'avversario fa. Sta a quest'ultimo concedere o negare, in ultima istanza, il sommo piacere, non della vittoria, ma dell'opera d'arte.
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Buckle
Venanzio Laudi

La Londra della prima meta' dell'Ottocento, che vede il diffondersi degli scacchi nei ceti borghesi e popolari e il sorgere dei primi club scacchistici, che s'incuriosisce di fronte alle gesta di protagonisti quali McDonnell, Labourdonnais e Staunton, fino al famoso torneo internazionale del 1851, fa da sfondo al racconto della vita di un campione "dimenticato": Henry Thomas Buckle incarna il prototipo del dilettante per eccellenza, tanto ricco di talento quanto restio a fare degli scacchi il proprio interesse principale. Anderssen lo defini' il piu' forte avversario da lui incontrato
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